Percentuale società recupero crediti: quanto costa
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Tre preventivi sulla scrivania. Il primo promette zero per cento. Il secondo chiede il quindici. Il terzo non indica un numero finché non ha visto le fatture.
Istintivamente si sceglie il primo. Sei mesi dopo si scopre che il più economico era quello che non aveva messo una cifra in grassetto. Ecco come si forma la percentuale di una società di recupero crediti, cosa non c'è scritto accanto e come confrontare preventivi che sembrano incomparabili.
Come si pagano le società di recupero crediti
I modelli sono essenzialmente quattro. La commissione a successo, una percentuale su quanto effettivamente incassato, è il più diffuso nel B2B. Il compenso fisso per pratica si usa soprattutto per volumi alti e importi bassi. L'abbonamento o retainer serve alle aziende con un flusso costante di insoluti. I modelli misti combinano una quota d'ingresso e una percentuale.
In quasi tutti i casi la fase giudiziale è separata: se serve un avvocato, i suoi compensi seguono regole diverse e vanno letti a parte. Il confronto tra le due strade è in quanto costa un decreto ingiuntivo e quando non serve.
Da cosa dipende la percentuale
L'età del credito. È la variabile che pesa di più. Una fattura scaduta da 60 giorni si recupera con molta più probabilità di una scaduta da due anni, e il prezzo riflette la differenza.
L'importo. A parità di lavoro, un credito da 80.000 euro sostiene una percentuale più bassa di uno da 3.000. Molte società applicano scaglioni decrescenti.
Il paese del debitore. Lingua, sistema giudiziario, efficacia dell'esecuzione e abitudini di pagamento cambiano tutto. Recuperare in Germania non costa come recuperare in un paese dove un'opposizione può durare anni.
La documentazione. Contratto firmato, documenti di trasporto, ordini, corrispondenza senza contestazioni: più il credito è solido, più il lavoro è rapido.
Lo stato del debitore. Un'azienda attiva e in temporanea difficoltà è una pratica diversa da una società in liquidazione.
A titolo puramente orientativo, nel recupero B2B internazionale le commissioni a successo si collocano spesso tra il 10% e il 25%: più basse per crediti recenti e di importo elevato, più alte per pratiche vecchie o piccole. Sono ordini di grandezza di mercato, non un listino. Un preventivo serio arriva dopo aver visto le carte.
I costi che non stanno nella percentuale
La percentuale è il titolo. Il contratto è l'articolo. Prima di firmare vale la pena cercare queste voci:
- una quota di apertura pratica non rimborsabile, anche se non si recupera nulla;
- la commissione dovuta sui pagamenti che il debitore fa direttamente a voi, clausola comune e legittima, ma da conoscere prima;
- penali se ritirate la pratica o chiudete un accordo per conto vostro;
- spese legali "a parte" da anticipare senza un tetto concordato;
- costi di cambio e bonifici esteri detratti dagli incassi;
- tempi di riversamento: quanti giorni passano tra l'incasso e l'accredito sul vostro conto.
Nessuna di queste voci è scorretta in sé. Diventa un problema quando la si scopre alla prima fattura.
Percentuale e piani di rientro
Molti recuperi B2B si chiudono con un piano a rate, non con un bonifico unico. La commissione si applica di solito a ogni rata incassata, e fin qui nulla di strano. Le differenze emergono quando il piano salta a metà: alcune società riprendono l'azione senza costi aggiuntivi, altre considerano chiusa la pratica e ne aprono una nuova, con una nuova quota d'ingresso.
Vale la pena chiedere anche chi controlla le scadenze delle rate e cosa succede al primo ritardo. Un piano di dieci rate con un sollecito professionale il giorno dopo ogni scadenza mancata rende molto più di un piano di cinque rate che nessuno segue. La percentuale è la stessa; il risultato no.
Perché lo zero per cento di solito non è zero
Il D.Lgs. 231/2002 consente al creditore di chiedere al debitore interessi di mora, un forfait di 40 euro per ogni fattura pagata in ritardo e il risarcimento dei costi di recupero. Alcune società costruiscono l'offerta "a costo zero" proprio su queste somme: si pagano con ciò che ottengono in più dal debitore.
È un modello legittimo, ma la domanda da porre è semplice: cosa succede se il debitore paga il capitale e rifiuta il resto? Se la risposta è che la commissione ricade su di voi, lo zero era una percentuale con un altro nome. Se la risposta è che non pagate nulla, conviene chiedersi quanto impegno riceverà la vostra pratica.
Cinque domande prima di firmare
Su quale base si calcola la percentuale: capitale, interessi o entrambi? Cosa pago se non si recupera nulla? Cosa pago se il debitore paga direttamente me? Chi lavora materialmente sulla pratica nel paese del debitore, e in che lingua? Quando e come ricevo gli importi incassati?
Una società che risponde a tutte e cinque per iscritto, prima di iniziare, vi sta già dicendo molto su come lavorerà.
5 controlli per confrontare le percentuali delle società di recupero crediti
La percentuale dipende soprattutto dalle caratteristiche del credito.
- Età della fattura
- Importo e paese del debitore
- Documentazione senza contestazioni
Successo, fisso, abbonamento o misto: ognuno sposta il rischio in modo diverso.
- Base di calcolo: capitale, interessi o entrambi
- Cosa si paga se non si recupera nulla
- Fase giudiziale separata e con un tetto
La percentuale è il titolo, il contratto è l'articolo.
- Quota di apertura pratica
- Commissione sui pagamenti diretti
- Penali di ritiro e tempi di riversamento
Spesso si pagano con interessi e forfait chiesti al debitore.
- Cosa succede se il debitore paga solo il capitale
- Chi paga la commissione in quel caso
- Impegno reale sulla pratica
Con i crediti esteri conta chi parla davvero con il debitore.
- Collaboratore locale nel paese del debitore
- Lingua e sistema giudiziario del debitore
- Risposte per iscritto prima di iniziare
Con i crediti esteri conta chi lavora sul posto
Per i debitori esteri, la percentuale conta meno di chi fisicamente parla con il debitore. Un 12% affidato a corrispondenti che non conoscete, e che trattano la vostra pratica come una delle tante, può rendere meno di un 18% gestito da un collaboratore locale che parla la lingua del debitore e conosce il suo sistema giudiziario, incluso il tribunale competente se servisse.
Collecty lavora sui crediti commerciali internazionali dal 1999, con collaboratori locali nei principali mercati di esportazione italiani. La percentuale è scritta nel preventivo prima di iniziare, insieme a tutto ciò che la circonda. Per ricevere la vostra, richiedete un preventivo gratuito.
Domande frequenti
Quanto prende una società di recupero crediti?
Nel B2B internazionale le commissioni a successo stanno spesso tra il 10% e il 25% dell'incassato, in base a età e importo del credito, paese del debitore e documentazione disponibile.
Si paga la società di recupero crediti se non recupera nulla?
Con la commissione a successo di norma no, salvo eventuali quote di apertura o spese legali concordate. Va verificato nel contratto.
La percentuale si calcola anche sugli interessi?
Dipende dal contratto: alcune società la applicano solo al capitale, altre a tutto l'incassato. È una delle prime domande da fare.